Concorso toast: terzo posto.

Il terzo posto del concorso toast è stato vinto da Martina Colli, che si porta a casa, citiamo, un completo di scrittura per le vostre passeggiate narrative offerto dal negozio Ottica del Corso di Mede (PV). E, in aggiunta, un libro e un kit ottico per leggerlo in pace.

Ci teniamo a ricordare: questo testo non ha vinto il concorso – si vinceva dalla somma di voti ottenuti da due testi, ma combinando gradimento del pubblico e della critica. Quindi questo testo è, diciamo così, uno dei due che ha fruttato a Martina il terzo posto.

Leggiamolo insieme.

Da sua madre aveva ereditato la forma delle labbra, la camminata a papera e una vaga sembianza nei lineamenti che si manifestava soprattutto nelle fotografie inaspettate. A sua madre piacevano: i film dell’orrore, i libri, il caffè, i piedi abbronzati, gli occhiali da sole, i monili d’argento, le parole. Le ripeteva spesso: «L’amore arriverà quando non lo aspetti. Tu non ci credi, ma è così». E infatti non le aveva creduto, crogiolandosi melodrammatica nelle sue fantasie adolescenti. Era stato al fresco tepore del primo autunno, a metà tra una risata in piazza di Spagna – lui l’aveva fotografata con una rosa in mano, le somigliava – e uno spettacolo teatrale, che aveva capito e improvvisamente le aveva reso ragione. Se pensi all’amore, quello si nasconde. Quando invece vivi senza attesa e senza sospetto, si veste da miracolo per comparirti davanti una sera qualunque di ottobre. Non ci si crede, ma è così.

Cosa ci piace di questo testo? Credo prima e sopra tutto l’originalità della voce, e il fatto che a modo suo racconti una storia. Lo ricordiamo da tempo: non diteci un’emozione, ché in centocinquanta parole non fate in tempo a evocarla. Raccontateci una storia che la sollevi. In questo Martina è stata molto brava sempre: l’originalità del suo sguardo, il suo taglio curioso e ironico, hanno fatto sì che il suo modo di raccontare spiccasse. Se non hai tempo di raccontare una storia, che lo faccia il modo che hai di guardarla.

Aspetti positivi di questo testo: le enumerazioni curiose (l’autrice affida la descrizione del personaggio a tratti genetici e caratteriali che raccontano un’eredità più che la sola somiglianza); il taglio delle frasi; le scelte terminologiche non scontate. L’aspetto simbolico dell’inatteso che ritorna: le foto inaspettate che mostrano la bellezza, l’amore che si palesa inaspettato.

Aspetti negativi di questo testo: la storia è solo accennata e non chiusa. Difficile farlo in centocinquanta parole? Sì, ma non impossibile.

Esercizi che possiamo derivare da questo testo: Una riunione di genitori alle scuole elementari. Un bambino cerca di riconoscere chi è padre o madre di chi; a un certo punto scopriamo che non riesce a riconoscere nemmeno i propri genitori, e cerca di desumersi da tratti fisici e caratteriali.

Un’opera che ci viene in mente: Filumena Marturano.

Il profilo fb di Martina Colli.

 

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